Come possiamo ricostruire l'imponente struttura della scienza senza ricorrere al cemento della “causalità”, quel cemento che si ritiene tenga insieme l'intera costruzione? Nella sua edificazione di un'epistemologia adeguata per una nuova scienza, Mauro Ceruti è stato guidato da un colpo di genio, allorché ha deciso di argomentare i suoi passi servendosi di un'asimmetria (quasi) perfetta, di un caso in cui le cose passate sono di una trasparenza e di un'interpretabilità (quasi) completa e in cui le cose a venire sono di un'imprevedibilità (quasi) universale: il caso dell'Evoluzione Biologica.
La scienza classica poteva riconoscere la razionalità soltanto nella necessità (l'ordine determinista) e poteva considerare il caso (il disordine) soltanto irrazionale. Ormai l'idea di vincolo trasforma le idee di ordine e di necessità. Ormai i giochi dell'ordine e del disordine consentono di intendere il sorgere e gli innumerevoli sviluppi delle organizzazioni fisiche, biologiche e umane nel senso di una storia di coproduzioni reciproche di vincoli e di possibilità. Dobbiamo anche comprendere i giochi complessi e sottili dei vincoli e delle possibilità che sono nello stesso tempo interni ed esterni a noi. Mauro Ceruti ci invita ad esplorare questi giochi a tutti i livelli. Egli ci incita a rinnovare le nostre concezioni e ci spinge nello stesso tempo ad arricchire e a rendere complessa la nostra visione della razionalità. La sua convinzione, che io condivido, è che la vera posta in gioco nella nostra modernità è un rinnovamento della problematica scientifica ed epistemologica che ci consenta di raccogliere la sfida della complessità.
Solo considerando le prime radici [dell'epistemologia genetica e sperimentale] e rivisitandone la problematica possiamo avere una visione nuova di strumenti teorici e concettuali destinati a rimanere nascosti. Un tale esercizio di rilettura per poter guardare nel futuro – un esercizio, quindi, non di condiscendenza alla storiografia ma di previsione creativa – è ciò che Mauro Ceruti ci fornisce qui per la linea dell'epistemologia genetica creata da Piaget. Le sue riflessioni non sono una mera ripetizione romantica dei punti di vista di Piaget. Questo testo ci fornisce un modo per illuminare la biologia e la scienza cognitiva attuali attraverso una rilettura delle loro radici.
Bocchi and Ceruti provide an extraordinarily rich account of these contingent, umpredictable changes in evolution, in human culture and in the physical universe [...] and their conclusion is not that either the universe or humanity is at the end of some predetermined road, already known in advance, but, rather, in medias res, in the middle of a story.
The narrative universe by Bocchi and Ceruti is fascinating to read. It is indeed a remarkable feature of modern science that we moved to a different view of nature which emphasizes the narrative element levels of observation from high energy physics to chemistry and biology. Bocchi and Ceruti present a global and impressive view of this narrative aspect starting with mythology and the early history of humanity and going from there... The narrative universe is a unique book. It will be of great interest for everyone who cares about the memory of the past as well as humanity's position in the universe.
The narrative universe is a wondrous book, whose very title is the message. The authors take us down the highways and byways of the world of knowledge, to tell us that we live not only in a contingent universe but are engaged in the creation of contingent knowledges. We are forced to think about assumptions we never realized needed to be questioned. It is a resolutely hopeful, creative work about a crewative universe.
In questo libro, la storia d'Europa è riarticolata e ricostituita in tutta la sua complessità. La rinascita della complessità europea rappresenta in modo naturale un'immagine policentrica di questa storia: l'analisi poli-focale degli autori ci porta a vedere una poli-Europa. Bocchi e Ceruti hanno mostrato in modo profondo e originale la complessità di nozioni che sono solo in apparenza le stesse, come nazione, stato, popolo, gruppo etnico. [...] La realtà europea appare come un'unità multipla e mostra che molteplicità e diversità possono essere salvate solo attraverso la fratellanza e la solidarietà.
This important and fascinating book provides us with an understanding of history's complexity that can allow us to move beyond the repetitive blood-letting that today we call ethnic cleansing. I recommend it higly to all who care about our future.
Questo libro contribuisce in maniera significativa alle tre riforme del conoscere, del pensiero, dell'insegnamento e, soprattutto, ci stimola a tracciare molteplici connessioni fra queste tre riforme. È un breviario necessario per apprendere ad apprendere, in forme adeguate alla nostra condizione planetaria. Parallelamente, il libro ci aiuta a delineare e a comprendere la nozione stessa di età planetaria, e ci fa vedere come nella crisi generalizzata delle società e delle civiltà tradizionali ci sia il seme dell'emergenza di una società e di una civiltà planetaria, rispetto alla quale devono essere ancora elaborate le necessarie regole di convivenza e di governo.
In questo breve ma magistrale saggio, Mauro Ceruti, uno dei maggiori filosofi italiani della complessità, narra la storia del pensiero scientifico e documenta i cambiamenti travolgenti degli ultimi secoli. Il risultato non è solo l'emergenza di informazioni assolutamente nuove, ma uno scavo nei nostri presupposti più radicati, e lo sviluppo di nuove modalità di pensare il mondo. Dall'evoluzione alla cosmologia alla mitologia, Ceruti ci porta in viaggio attraverso la storia e attraverso prospettive disciplinari diverse, per presentare una visione del mondo e del pensiero umano che sia creativa, in evoluzione, contingente, e aperta.
Questo vero e proprio gioiello di Mauro Ceruti, una ricerca a 360 gradi sull'esperienza cognitiva della nostra specie umana a partire dalle sue origini, auspica la nascita di una società planetaria tanto nuova quanto imprevedibile. Ceruti ci chiama ad affrontare il brutale potere di eventi creativi e distruttivi, apportatori di confusione per terre e per mari nel corso dei millenni, anche sui nostri antenati in perenne disputa. Raccomanderei di soffermarsi sulle indicazioni su come recuperare la saggezza e il respiro profondo dei nostri più lontani predecessori, che sapevano guardare alle stelle, alla ricerca di un nuovo ordine della Terra in cui la conoscenza scientifica verrà accolta e condivisa ma mai più privilegiata.
Molto è stato scritto negli ultimi trent'anni per sfidare la visione del mondo semplificata delle scienze moderne, e soprattutto dell'idea di una inevitabilità evoluzionisticamente giustificata. Ceruti fa convergere queste critiche in una logica magnificamente chiara, argomentando a favore del pluralismo evolutivo e della imprevedibilità delle discontinuità. Egli predica il vangelo della creatività.
In questo libro Mauro Ceruti esplora con fluida chiarezza i cambiamenti che hanno trasformato la teoria dell'evoluzione da una tesi strettamente biologico-scientifica a una visione del mondo ricca di sfaccettature, intrecciando Logos e Mito in una rete concettuale ricca e fertile di idee per la nuova cultura emergente.